Assisi



San Francesco di Assisi
San Francesco di Assisi
1181-1226

Biografia scritta senza troppe pretese da Paolo Bonacorsi
Copyright © by www.assisiweb.com

San Francesco di Assisi


Nasce, tra il Dicembre 1181 e il Settembre 1182, di Pietro Bernardone dei Moriconi, ricco mercante di stoffe e spezie, e dalla nobile Signora Pica Bourlemont, un figlio a cui viene dato inizialmente (dalla madre) il nome di Giovanni.

La leggenda vuole che Giovanni (Francesco) sia stato concepito durante il viaggio in Terra Santa della matura coppia.

Il padre, che al momento della nascita era in Francia per affari, quando ritornò ne cambiò il nome in Francesco e, con tale nome, fu ed è comunemente e generalmente conosciuto.

Il giovane Francesco studiò il latino ed il volgare, la musica e la poesia.

Il padre Gli insegnò il francese ed il provenzale.

Pietro Bernardone ovviamente desiderava avviarlo all'attività del commercio e così Francesco si trovò adolescente a lavorare dietro il bancone nella bottega paterna.


Un primo atto di carità

Si narra che Francesco era un giorno intento nel lavoro di bottega quando alla porta si presentò un mendicante che chiedeva elemosina.

Francesco prima lo scacciò in malo modo, ma poi pentitosi lo inseguì e gli chiese scusa e gli offrì una grande elemosina


E' il Novembre 1202.

Francesco ha vent'anni e lo spirito cavalleresco lo porta a partecipare alla guerra tra Assisi e Perugia.

Gli eserciti si scontrarono a metà strada nei dintorni dell'attuale Collestrada.

Perugia (Peroscia) sconfisse l'esercito di Assisi e tra i prigionieri Vi era anche Francesco.

La prigionia, che durò oltre un anno, non fu ne breve e ne dorata.

Francesco tornò a casa malato e solo le amorevoli cure della madre ed il tempo lo ristabilirono.

Spinto dal Suo spirito cavalleresco decise di seguire Gualtiero de Brienne nel sud Italia, ma giunto a Spoleto, ebbe un'apparizione del Signore, che gli ordinava di tornare indietro e Gli disse:

"Francesco, chi è meglio seguire, il servo od il Padrone?"

e Francesco rispose "Meglio il Padrone"

"E allora perchè dunque Ti affanni a cercare il servo invece del Padrone"

"Cosa Vuoi che Io faccia o Signore?"

"Ritorna ad Assisi."

"Non è questa la Tua vita"

Da Vita di San Francesco di Assisi - Lo Sposo di Madonna Povertà pag.17.

Francesco lasciò gli esterrefatti compagni di avventura e fece ritorno ad Assisi abbandonando definitivamente l'idea di una vita militare.


L'incontro con Madonna Povertà

E' la primavera del 1203.

La conversione di Francesco sta prendendo corpo.

Di questo periodo ci sono noti solo alcuni eventi ...

Nel primo Francesco è a Roma nel 1206.

Qui, forse incoraggiato dal Suo anonimato, gettò i Suoi denari nella cesta delle elemosine e scambiò i suoi abiti con quelli di un mendicante per poi mettersi anch'Egli a mendicare di fronte a San Pietro.

Nel secondo Francesco e nella piana di fronte ad Assisi.

Qui incontra un Lebbroso.

Frenando la naturale ripugnanza e vincendo lo spirito di conservazione che lo avrebbe portato a fuggire, Gli si avvicinò e lo baciò con il bacio dell'Amore per poi continuare nel Suo cammino.

Ma poi, poco dopo, voltandosi si rese conto che il Lebbroso era sparito.

Quel Lebbroso era Gesù Cristo che era sceso in terra per ricevere il bacio dal Suo Servo.

San Francesco lasciò ampia traccia nel suo Testamento di questo incontro:

"Il signore Iddio in questo modo dette a Me, Frate Francesco, di incominciare a far penitenza.

Essendo in peccati, a Me pareva troppo amaro vedere i lebbrosi, e Iddio Signore Mi condusse tra quelli e fui loro misericordioso.

E partendomi da loro, quello che prima Mi parve amaro si convertì in dolcezza di animo e corpo"

Da Vita di San Francesco di Assisi - Lo Sposo di Madonna Povertà pag.22.


La conversione

Gli amici, non capendo cosa stava succedendo al loro compagno di brigata, pian piano lo isolarono.

Il padre, capendo che le sue attese sul quel primogenito stavano scevrando, era disperato.

Probabilmente anche la madre non capiva cosa succedeva a Francesco, ma, da madre, lo confortava.

Così Francesco scelse il silenzio e la meditazione tra le campagne di Assisi, forse in quelle grotte od anfratti che esistono sotto il Colle dell'Inferno.

Non disdegnava altresì di fare tappa nella Chiesetta di San Damiano che dista appena 2 chilometri da Assisi.

E fu qui, un giorno come tanti altri nel marzo 1207, che il crocifisso della cappellina si animò dicendoGli per tre volte:

"Va, o Francesco.

Ripara la mia casa che cade in rovina".


Francesco tornò a bottega caricò di stoffe un cavallo ed andò a venderle a Foligno e, dato che Gli sembrò di avere ricavato troppo poco, vendette anche il cavallo!

Con i denari ricavati andò dal sacerdote di San Damiano.

Immaginate la scena:

Francesco vuole donare quei denari al prete che conoscendolo, o meglio conoscendo il Pietro Bernardone, non li vuole.

Francesco insiste e finisce con il gettare quei denari dentro la chiesa .... quando arriva un l'irato Pietro di Bernardone, probabilmente avvertito sul cosa stava avvenendo giù a San Damiano.

Questa volta Francesco non ebbe il coraggio di affrontare apertamente il padre e preferì nascondersi per oltre un mese.

Ad affrontare Pietro Bernardone fu invece il prete ... che optò per restituire i denari ricevuti da Francesco.

Francesco voleva rompere con il mondo terreno per arrivare ad una vita di estasi e di spiritualità.

Sempre più spesso nella Sua testa risuonavano le parole:

"Chi ama il padre e la madre più di Me, non è degno di Me"

Da Vita di San Francesco di Assisi - Lo Sposo di Madonna Povertà pag.26.

Il comportamento di Francesco era sempre più strano fino a che un giorno si mise a camminare per le strade di Assisi vestito di stracci e stranezza e sporco come pochi.

In questo stato lo trovò, o forse è più giusto dire, lo raccolse il povero Pietro Bernardone.

Convinto di avere un figlio malato (di pazzia) lo riportò a casa e rinchiuse in quella che oggi è ricordata come la cella di San Francesco.

Come suo solito Pietro Bernardone andò per il mondo a commerciare lasciando Francesco in custodia alla madre ... che lo lasciò libero!

La storia ci racconta come andò a finire la cosa: Pietro Bernardone ritornato dai suoi viaggi scoprì che Francesco era libero e lo ricercò per diseredarlo.

Pensando da laico Pietro si rivolse ai Consoli di Assisi, ma Francesco, che questa volta non ebbe il timore di affrontarlo, gli contrappose il Vescovo di Assisi Guido II, davanti al quale, in pubblica piazza, Francesco rinunciò a tutti i beni paterni.

In piazza ad Assisi 12 Aprile 1207.

di fronte Pietro Bernardone e Francesco ...

... con in mezzo il Vescovo Guido II



Vescovo Guido II

"Tu Messer Pietro non puoi impedire a tuo figlio di seguire la via che Dio Gli ha segnata .....

... e Tu Francesco se vuoi veramente seguire il Signore sulla strada della Perfezione rinuncia ad ogni cosa"

San Francesco

Udite Tutti.

Finora ho chiamato padre Pietro Bernardone, ma poichè da oggi intendo servire solo il Signore, rinuncio a tutto quello che potrebbe toccarmi da lui in eredità e gli rendo le vesti che ho indosso.

D'ora in poi potrò così invocare liberamente al Signore Padre Nostro che sei nei Cieli"


Da quel giorno del 1207 San Francesco entrava a servizo di Dio.


San Francesco di Assisi

San Francesco preferì allontanarsi per un certo periodo da Assisi.

Risalito il Chiascio punto prima sul monastero benedettino di San Verecondo a Vallingegno e poi su Gubbio.

Gubbio era in quel periodo "assediata" da un feroce lupo!

L'animale che incuteva terrore e morte tra gli Eugubini.

Il santo lo affrontò appena fuori dalle mura di Gubbio nei pressi della chiesa della Vittorina.

E solo con le Sue parole San Francesco ammansì il lupo rendendolo docile e domestico.

Questo è considerato il primo miracolo di San Francesco.

Ritornato ad Assisi alla fine del 1207 San Francesco si dedicò alla riparazione di San Damiano, di San Pietro alla Spina e della Porziuncola di Santa Maria degli Angeli.

Le gesta di San Francesco (il Poeta) non passarono inosservate e le genti di Assisi cominciarono a cambiare l'opinione su questo stravagante giovane e così, dopo qualche tempo, Gli si affiancarono i primi seguaci.

Del primo seguace non ne è noto ne il nome e ne la fine.

Pertanto la storia ci indica come primo "discepolo" Bernardo da Quintavalle (un mercante) seguito da Pietro Cattani (un giurista) (+10 Marzo 1221).

In questo periodo San Francesco concepì (leggendoli dal Messale e dal Vangelo) i primi abbozzi di quella che poi sarebbe divenuta la regola Francescana:

"Se vuoi essere perfetto va e vendi tutto quello che possiedi e donalo ai poveri, così avrai un tesoro in cielo

Non portare alcuna cosa per via, ne bastone, ne bisaccia, ne calzari, ne argento

Chi vuol venire dietro di Me, rinunzi a se stesso, prenda la sua croce e mi segua"

Da Vita di San Francesco di Assisi - Lo Sposo di Madonna Povertà pag.44.

Le prime esperienze "conventuali" con i compagni San Francesco li ebbe nel Tugurio di Rivotorto.

E proprio nel Tugurio di Rivotorto che poco dopo arrivarono Egidio (un contadino) e successivamente Sabatino, Morico, Filippo Longo e prete Silvestro.

Seguirono poi Giovanni, Barbaro e Bernardo Vigilante ed infine Angelo Tancredi.

Erano arrivati ad essere in dodici e tutti i compagni vestivano come Francesco di un rozzo saio cinto da una corda.


Nasce l'ordine Francescano

La data ufficiale della nascita dell'Ordine dei Frati Minori è il 1210 quando Francesco ed i compagni vengono ricevuti dal papa Innocenzo III che verbalmente approva la Regola.

Anche in questo caso la storia e la leggenda si incrociano.

Innocenzo III inizialmente "confonde" San Francesco ed i suoi undici compagni con una delle tante compagnie eretiche del periodo e li allontana senza particolari riguardi.

Ma poi il Papa, in sogno, ebbe la visione della Basilica Lateranense in rovina ed un Uomo che la sorreggeva su di una spalla per evitarne la distruzione.

Quell'Uomo era San Francesco.

Il Papa Innocenzo III non approva ufficialmente la Regola Francescana, che poi altro non è che un puro e semplice estratto dal Vangelo.

Innocenzo III infatti dal Suo assenso alla "sperimentazione".

Sarà Onorio III il 29 Novembre 1223 con la Bolla "Solet annuere" ad approvarla.

Ritornato ad Assisi San Francesco si trovò a gestire due problemi molto terreni: la schiera dei Suoi adepti aumentava sempre di più ed il dover abbandonare il Tugurio di Rivotorto.

E' in questo periodo l'arrivo dei vari Frate Masseo (da Marignano), Frate Leone, Frate Elia (Coppi) Frate Ginepro, Frate Tommaso da Celano (il primo grande biografo) e Frate Pacifico (Guglielmo Divini).

Nota dell'autore

Ancor oggi nella cripta della Basilica Inferiore di Assisi si trovano insieme alla tomba di San Francesco quelle dei Beati:

Frate Angelo (+1258),

Frate Leone (+1271) fu il confessore di San Francesco

Frate Masseo da Marignano (+1280)

Frate Rufino (+1249) era il cugino di Santa Chiara ed Agnese

Frate Guglielmo (d'Inghilterra)

e, lungo la scala che dalla Basilica conduce alla cripta, il corpo della Beata [Frate] Jacopa dei Settesoli nobildonna romana moglie di Graziano dei Frangipani.

La tomba di Frate Elia Coppi è invece nella chiesa di San Francesco a Cortona.

Se la prima cosa non poteva che rendere felice San Francesco la seconda lo costrinse a trovare un nuovo "rifugio" per i fratelli.

Ma la Regola voleva che i Frati non possedessero nulla e quindi occorreva che qualcuno regalasse o meglio donasse in modo perpetuo il "rifugio".

Questo qualcuno furono i Monaci Benedettini della Badia del Monte Subasio.

In cambio di un cesto di pesciolini all'anno i Monaci cedevano in uso perpetuo ai Francescani la Porziuncola di Santa Maria degli Angeli.

L'Ordine aveva una Guida, una Regola ed una prima Casa Madre.

Nella primavera del 1213 San Francesco riceve dal Conte Orlando di Chiusi il Monte della Verna.

A San Francesco l'Italia è diventata stretta e il Suo spirito cavalleresco lo spinge a provare di recarsi in Palestina per contribuire alla liberazione del Santo Sepolcro e poi a tentare di recarsi in Marocco.

Arriva fino al Santuario di San Giacomo di Compostella in Spagna quando una malattia lo blocca e lo costringe a tornare in Italia.

Nota dell'autore

I Francescani due volte all'anno nel periodo della Pentecoste e nella festività di San Michele Arcangelo si riunivano alla Porziuncola per rincontrarsi e parlare delle cose dell'Ordine.

Questi incontri sono detti Capitoli.

Al Capitolo del 1219 partecipò, in qualità di ospite, San Domenico, mentre a quello del 1221 partecipò un giovane spagnolo che da li a poco sarà poi meglio conosciuto con il nome di Sant'Antonio da Padova.

Il 2 agosto 1216 ottiene da Onorio III l'indulgenza della Porziuncola, il Perdono di Assisi, la più importante della cristianità dopo quella di Terra Santa.

Nel 1217 l'Ordine cerca di espandersi nel mondo.

Frate Elia Coppi viene mandato in Terra Santa.

Frate Giovanni da Penne andò in Germania.

Frate Pacifico andò in Francia (al posto di San Francesco).

Altri Frati andarono in Spagna ed Ungheria.

Con la sola esclusione di quella in Terra Santa, le altre "spedizioni" furono un disastro.

I Frati furono scambiati per eretici .... e come tali trattati .... quasi andò bene se non ci scappò qualche morto.

Nota dell'autore

Ancor oggi i sacri luoghi in Terra Santa sono gestiti da un Padre Francescano

Sempre nel 1217 la vita di San Francesco si interseca con quella del Cardinale Ugolino dei Conti di Segni, futuro Papa Gregorio IX.

Il Cardinale Ugolino dei Conti di Segni sarà il grande protettore di San Francesco e di tutto l'Ordine Francescano.

E sarà proprio il Cardinale Ugolino il 27 Agosto 1218 a prendere possesso, in nome della Santa Chiesa, di tutti i conventi dei frati.

Nel Luglio 1219 San Francesco riesce finalmente a partire per la Terra Santa.

Giunge a Acri e Damietta (o Damiata) al seguito della crociata e da qui in Egitto alla corte del sultano Melek el-Kamel, per poi raggiungere la Palestina.

Ai primi di Agosto del 1220 San Francesco ritorna in Italia sbarcando a Venezia con i fidi Frate Elia, Pietro Cattani e Cesario da Spira.

Le cose non andavano bene.

Ad Assisi in assenza di San Francesco erano sorti dei problemi e dei disordini.

Contrasti sulla pratica del digiuno, varie interferenze "politiche" sul controllo delle Clarisse, uno "scisma" in seno all'Ordine stesso (Giovanni della Cappella) e l'abbandono (sporadico) della Regola di assoluta povertà Lo avevano fatto tornare precipitosamente tra i Suoi Fratelli.

Il ritorno di San Francesco in Italia e la supervisione del Cardinale Ugolino, riportò il giusto ordine ... nell'Ordine.

E' l'estate del 1223 San Francesco è nello sperduto eremo di Fonte Colombo, nei pressi di Rieti.

Il Suo scopo è quello redige una nuova Regola, anzi riscrivere la Regola accettata ma non approvata da Innocenzo III.

La scrittura lo prende per tutto l'autunno anche perchè si narra che a Regola terminata il Suo Vicario la perde!!!.

In un epoca senza fotocopie l'unica alternativa è riscriverla da capo cosa che San Francesco puntualmente fa senza (anche questo si narra) arrabbiarsi (non per nulla è Santo).

Sarà poi Papa Onorio III il 29 Novembre 1223 con la Bolla "Solet annuere" ad approvarla ed a renderla Legge per la Santa Chiesa.

Di ritono da Fonte Colombo San Francesco si ferma a Greccio.

Greccio è un eremo tra Rieti e Terni donato ai Francescani dal Conte Giovanni Velita.

E' il 10 dicembre 1223 a san Francesco viene l'idea di fare una rappresentazione della Natività in grotta ovvero realizza il primo Presepio della storia.

Nell'estate 1224 sul Monte della Verna compie il miracolo dell'acqua sgorgante dalla roccia.

Sempre durante questa ultima ascesa alla Verna riceve le stigmate un miracolo mai accaduto prima di allora se non al Figlio di Dio.

Francesco è stanco ed ammalato viene così prima "fermato" dal Vicario Generale Frate Elia Coppi aiutato dal Vescovo Guido di Assisi e curato un po' nella Curia di Assisi ed un po' a San Damiano, ospite di Chiara e delle Sorelle.

E' in questo periodo che San Francesco compone il Cantico delle Creature sicuramente l'opera più nota del Santo.

Gli ultimi due anni sono per San Francesco un autentico calvario.

I tanti viaggi, la malattia agli occhi, i tanti digiuni hanno pesantemente minato il fisico del Santo.

E San Francesco decide di tornare a morire alla Sua Casa Madre ... la piccola chiesetta della Porziuncola in Santa Maria degli Angeli, dove muore al tramonto della giornata del 3 ottobre 1226.

Il 16 luglio di due anni dopo veniva dichiarato Santo dal Papa Gregorio IX.

Grazie per la lettura.


Le foto seguenti sono state eseguite a
Chiusi della Verna



San Francesco ed il miracolo dell'acqua



San Francesco con Frate Leone



San Francesco e frate lupo



San Francesco in Egitto



San Francesco parla agli uccelli


Le foto seguenti sono state eseguite a
Lucignano

San Francesco



San Francesco parte per la Terra Santa



San Francesco riceve a La Verna le Stimmate


Le foto seguenti sono state eseguite a
Pienza

San Francesco


San Francesco


San Francesco ed il lupo di Gubbio


San Francesco


San Francesco parte per la Terra Santa


San Francesco parte per la Terra Santa


San Francesco


Cantico delle Creature


Preghiera Somma



Leggi anche le bibiografie di Santa Chiara e San Rufino

Vita di Santa Chiara

Vita di San Rufino




e per chi vuole documentarsi di più ecco una piccola bibliografia veramente economica:

Anacleto Iacovelli
Vita di San Francesco di Assisi - Lo Sposo di Madonna Povertà

Samuele Duranti
Nacque al mondo un sole

Hermann Hesse
Francesco di Assisi













Assisiweb
Tu sei il nostro



visitatore dal 30/09/01






E-mail webmaster@assisiweb.com



Prodotto e realizzato da:
acpb - Internet and multimedia services

Copyright © - acpb / assisiweb

All rights reserved


Assisiweb.com è pubblicato con
Licenza Creative Commons